I CONSIGLI DEI CARABINIERI PER RICONOSCERE E FERMARE LA VIOLENZA DI GENERE

News / Varie - lunedì 14 gen 2019 | A cura dell'Ufficio Stampa


La violenza di genere è un fenomeno diffuso che si sviluppa soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari. Non è vero che la violenza di genere riguardi prevalentemente gli emarginati, i soggetti patologici e le famiglie multiproblematiche. In realtà è trasversale e interessa vittime di culture, strati sociali, livelli d’istruzione, etnie e fasce d’età differenti.

Il Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri ha realizzato un utile vademecum con i consigli per riconoscere e fermare la violenza di genere (allegato in PDF).

Nell'invitarvi alla diffusione di tale strumento, riportiamo qui alcune delle principali nozioni che trovate nel vademecum:

LE FORME DELLA VIOLENZA


La violenza può essere:

- fisica
è ogni forma di intimidazione o abuso in cui venga usata la forza fisica su un’altra persona. Si manifesta con comportamenti di vario tipo, tra i quali figura anche la sottoposizione della vittima alla privazione delle cure mediche e del sonno;

- sessuale
è ogni imposizione di pratiche sessuali non desiderate, sia all’interno sia all’esterno della coppia. Spesso si sostanzia in aggressioni, tra le quali quali lo stupro, ma può consistere anche in molestie verbali, relazionali, visive e fisiche, nonché in comportamenti indesiderati o in ricatti conseguenti a un rifiuto;

- economica
è ogni forma di privazione e controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona, come la sottrazione dello stipendio, l’induzione al rilascio del lavoro o l’impedimento a trovarne uno, la costrizione alla firma di documenti o alla contrazione di debiti, nonché l’ostacolo a qualsiasi decisione sulla gestione dell’economia familiare;

- psicologica
è ogni forma di abuso o minaccia psicologica volta a minare l’autostima della vittima, indotta a ritenersi una persona priva di valore. Si manifesta sovente con la minaccia, l’insulto, l’umiliazione, la limitazione o il controllo delle relazioni con gli altri, nonché la forzata chiusura fuori o dentro casa;

- persecutoria (stalking)
è spesso messa in atto nel momento in cui la vittima decide di troncare una relazione. Lo stalker perseguita l’ex partner seguendolo, aspettandolo e importunandolo con chiamate o messaggi. Chi subisce tali azioni finisce per perdere il controllo della propria quotidianità e sentirsi in “trappola”.

CONSIGLI “IN PILLOLE"

COME RICONOSCERE UNA VITTIMA DI VIOLENZA
Chi subisce violenza è molto spesso restio a parlarne, sia per timore dei giudizi della gente, sia per paura di non essere creduto, sia perché l’autore talvolta è il marito, il fidanzato o il convivente, quindi persona con la quale c’è, o c’è stato, un coinvolgimento emotivo, non disgiunto dall’eventuale presenza di figli in comune.
Esistono, tuttavia, i sottostanti indicatori, che possono aiutarci a comprendere chi vive tale disagio:
- psicologici: paura, stati d’ansia, stress, attacchi di panico, depressione, perdita di autostima, agitazione e auto-colpevolizzazione;
- comportamentali: ritardi o assenze dal lavoro, agitazione in caso di lontananza da casa, racconti incongruenti a giustificazione delle lesioni, chiusura o isolamento sociale;
- fisici: contusioni, bruciature, lividi, fratture, disordini alimentari, aborti spontanei e perdita del sonno.
La peculiarità della violenza è la capacità di far sì che la vittima tenda a non parlarne e, se lo fa, il più delle volte a sminuire la portata dell’evento o a giustificare l’autore.
Gli operatori del settore (Forze dell’ordine, addetti ai centri antiviolenza e assistenti sociali) adottano metodologie di approccio con la vittima che, nel tempo, si sono dimostrate efficaci.

CONSIGLI E INFORMAZIONI PERLA VITTIMA DI VIOLENZA

È fondamentale capire che:
- non ci sono giustificazioni alla violenza;
- la denuncia è l’unica soluzione per uscire dalla paura e tornare alla vita;
- in questo percorso la vittima non sarà mai sola e potrà sempre contare, oltre che sulla competenza e sulla professionalità delle Forze dell’ordine, anche sull’aiuto e sul sostegno dei centri antiviolenza sul territorio, dai quali è protetta, ospitata in “case rifugio” e posta nelle condizioni di ricevere ausilio psicologico e legale;
- in caso di denuncia per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori (stalking) e violenza sessuale, la vittima ha diritto al gratuito patrocinio;
- è attivo, a livello nazionale, il numero gratuito 1522, con operatori multilingue che, a qualsiasi ora del giorno e della notte, sapranno dare agli interlocutori tutte le informazioni di cui necessitano, mettendoli in contatto con il più vicino Ufficio delle Forze dell’ordine.


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